Il dramma del Vulcano Nyragongo a Goma

30.05.2021

Il dramma dell'eruzione del Vulcano Nyragongo a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, dove opera la nostra Monica Corna volontaria brignanese, sta distruggendo case, beni e il futuro di migliaia di famiglie.

Erano le 18.30 del 22 maggio quando a Goma, capitale del Nord Kivu nella Repubblica Democratica del Congo, dove si trova la sede del VIS e il centro salesiano di Don Bosco Ngangi dove appunto opera la nostra Monica Corna che in questi giorni si trova a Brignano per un periodo di riposo, il vulcano Nyiragongo, tra più attivi e pericolosi al mondo, è esploso all'improvviso, formando diversi fiumi di lava che nel giro di poche ore hanno raggiunto i villaggi più vicini.

Incontriamo Monica nella sua casa a Brignano, decisamente provata che fino a notte fonda è stata in contatto via messaggi con i colleghi del Centro per gli aggiornamenti continui.

La situazione sin dal primo momento mi hanno riferito che si è palesata drammatica, anche perché vi è un flusso di lava sotterraneo e fessure laterali che si stanno aprendo alle porte della città. A quattro giorni dall'eruzione, la lava ha spazzato via case e istallazioni elettriche. Il bilancio provvisorio è di più di 30 morti, circa 170 bambini dispersi e numerosi danni materiali. Ora la lava è a 1 chilometro dall'aeroporto internazionale di Goma attualmente non in funzione.

Come è la situazione in queste ore?

Senza un piano di evacuazione ufficiale, è scoppiato il panico presso la popolazione e chi vive nella parte settentrionale della città, vicino al vulcano, sta scappando. Materassi sulla testa, bambini sulla schiena... Una parte di loro va verso la frontiera con il Ruanda, mentre la maggioranza in direzione del Sud-Kivu. Le strutture dell'ufficio del VIS e il centro salesiano Don Bosco NGANGI, situate nella parte sud della città, sin da subito sono diventate un luogo di rifugio per più di 130 famiglie.

Circa 90 ex bambini in situazione di strada del Centro Salesiano di Gahinja sono fuggiti via terra all'indomani dell'eruzione; mentre hanno abbandonato Casa Margherita 135 tra bambini e le ragazze madri minorenni, scappati verso Shasha (dove si trova la piantagione dei salesiani a 45Km da Goma) attraverso il lago, utilizzando delle piroghe per evitare le strade ormai impraticabili.

Cosa possiamo fare?

Anzitutto bisognerebbe far fronte all'immediata emergenza per poter acquistare cibo, medicine, coperte, sapone e altri beni di prima necessità, per continuare ad accogliere le famiglie a cui la lava ha inghiottito le loro case, i loro beni e il loro futuro.

Mi auguro che anche gli organi di informazione non tacessero questa tragedia che purtroppo sta passando nell'indifferenza generale. Dopo le prime notizie frammentarie si è spento l'interesse per la nostra gente quindi spero che anche questa mia testimonianza e il vostro contributo riaccenda i riflettori su questa tragedia.

Amici di don Maurizio per far fronte all'emergenza ha inviato direttamente sul posto 2.000,00 euro per un primo contributo alle necessità primarie. Al rientro in Congo di Monica definiremo meglio altri aiuti mirati con obiettivi ben definiti.

Puoi contribuire attraverso i conti intestati a: Amici di don Maurizio o.n.l.u.s.

BCC TREVIGLIO IT93O0889952780000000420024

BCC CARAVAGGIO IT08L0844152770000000102458

BANCO POSTA 28727268

Causale: Emergenza Goma